"i magnifici quattro"
La bicicletta da montagna nasce in California negli Stati Uniti verso la fine degli anni 70. All'inizio le MTB non erano altro che robuste biciclette modificate in modo da poter sopportare le sollecitazioni di escursioni fuoristrada, ed erano probabilmente utilizzate da gruppi hippies in cerca di spazi incontaminati. Il primo serio sviluppo alle MTB fu dato da Gary Fisher e Joe Breeze che modificarono la geometria del telaio, lo resero più leggero ed introdussero un cambio di velocità specifico. Il fenomeno mountain bike dilagò in tutti gli Stati Uniti e più tardi (negli anni 80) in Europa. In Italia, quando molti snobbavano le MTB, la ditta Cinelli, con buona intuizione, lanciò sul mercato il modello Rampichino. Da allora (1985) fino alla fine del secolo le vendite di MTB si incrementarono al punto da superare la quota di due terzi del mercato. La cultura della mountain bike e dei suoi appassionati si è sviluppata intorno a valori come l'amore per la natura e gli ambienti incontaminati ma anche le forti emozioni. Oggi le mountain bike vengono costruite in numerosissime versioni e sono diffusissime anche in città. Sono assai diverse dai primi modelli e hanno ora anche forcelle (o l'intera struttura) ammortizzate e freni a disco.
Tipi di mountain bikeLe MTB si possono classificare in base al telaio e alle sospensioni:
 | front suspended (ovvero con forcella ammortizzata anteriore) |
 | full suspended o biammortizzate (con forcella ammortizzata anteriore e sistema ammortizzante posteriore integrato nel telaio) |
 | rigide (senza sospensioni) |
Sono scomparse le MTB a sola sospensione posteriore, in quanto poco funzionali.
Esistono diversi schemi di sospensione posteriore, i più importanti sono:
 | monoshock (detto anche monopivot o cantilever): il carro (cioè la parte del telaio a cui è collegata la ruota posteriore) è collegato al telaio tramite un solo punto di articolazione. È uno schema semplice, affidabile, ed economico. Per contro ha un livello di funzionalità non molto alto, in pratica pedalando la sospensione tende ad oscillare con il movimento dei pedali, cosa che spreca energie del ciclista e riduce il comfort. |
 | quadrilatero deformabile: la sospensione è a forma di quadrilatero, con quattro punti di articolazione, di cui uno sui foderi (cioè i tubi che collegano il forcellino della ruota con la parte anteriore del telaio) obliqui (ovvero quelli in alto). È più costoso del monoshock ma ha il vantaggio di poter essere progettato in modo da fornire una risposta migliore alle sconnessioni del terreno. |
 | quadrilatero horst: è un'evoluzione del quadrilatero deformabile, di cui riprende lo schema, ponendo però un punto di articolazione sui foderi bassi (anziché sugli obliqui). Rende la sospensione poco sensibile alla pedalata, cioè non crea ondeggiamenti della bici pedalando, cosa presente sul monoshock o sui quadrilateri deformabili. |
 | quadrilatero lawwill: è l'equivalente delle sospensioni di tipo quadrilatero usate sulle auto sportive. Se ben progettato infatti ha ottime prestazioni. |
 | vpp: è una sospensione relativamente recente, che enfatizza i vantaggi del quadrilatero horst, cioè ottima risposta alle sollecitazioni e agli urti del terreno e insensibilità della sospensione alla pedalata. |
 | urt: è una sospensione in cui il movimento centrale (cioè l'asse su cui ruotano le pedivelle) è collegato al carro posteriore e non alla parte anteriore del telaio. È praticamente in disuso, per la sue scarse prestazioni, e viene usato solo più su bici di bassissima gamma. |
MTB da cross country (in gergo XC) - marathonÈ una MTB progettata per gare XC o per piacevoli escursioni non troppo lunghe, telaiofront suspended (o addirittura rigido per una maggiore reattività, in questo caso sono necessarie buone doti soprattutto nei tratti particolarmente tecnici che contraddistinguono questa disciplina). Il telaio in genere è in alluminio e/o carbonio (più raramente acciaio o titanio), freni di tipo v-brake o a disco (sia in acciaio che in alluminio: questi ultimi sono più leggeri ma anche più costosi e delicati) con dimensioni dei rotori intorno ai 160 mm di diametro, forcella con 80-100 mm di escursione e ha un peso molto contenuto (dai 9 ai 12 Kg). Negli ultimi anni sono in via di diffusione telai full-suspendedanche per le competizioni XC e Marathon (gare simili all'XC ma con percorrenze maggiori), caratterizzati da escursioni posteriori limitate (75-100mm) e un peso comunque contenuto (sugli 11-12 Kg) e da schemi di sospensioni volti a limitare al massimo il movimento dell'ammortizzatore in fase di pedalata.
MTB da trailÈ una MTB simile a quelle utilizzate nell'XC, ma non pensata per le competizioni e più orientata alla comodità ed al divertimento, adatta ad affrontare sia salite impegnative che discese tecniche. Spesso, per questo motivo, è biammortizzata e generalmente ha freni a disco di dimensioni maggiori (180) ed escursioni della forcella superiori rispetto alle "sorelle" da XC (dai 100 mm fino ai 130 mm). Le geometrie sono più comode rispetto a quelle utilizzate sulle MTB da competizione, permettendo una maggior guidabilità ed un maggior confort nelle lunghe distanze. Spesso prevedono sospensioni e forcella bloccabili, in modo da evitare oscillazioni (effetto bobbing) durante la pedalata, in modo da trasmettere tutta la potenza alla ruota e quindi al terreno; in alternativa utilizzano ammortizzatori con sistemi dedicati a eliminare le oscillazioni a bassa frequenza indotte dalla pedalata pur rimanendo attivi nell'assorbimento delle asperità.
MTB da enduroQuesta categoria (definita anche come all mountain) si situa tra le MTB trail e le MTB da freeride vere e proprie; il loro telaio è sempre full suspended (biammortizzato) e i componenti sono di fattura robusta. Possiedono sospensioni dalla corsa più generosa (dai 130 ai 150mm) e i freni a disco sono assolutamente di rigore con dimensioni che spaziano dai 180mm ai 220mm di diametro. La posizione di guida è più eretta e meno impegnativa rispetto alle MTB da XC e AM per via dell'impiego differente; che le vede rivolte verso escursioni con tratti più lunghi in discesa e singletracks (sentieri) mozzafiato, dalle difficoltà tecniche anche elevate. Il loro peso varia indicativamente dai 14 ai 18kg. A volte sono anche definite bici da backcountry, richiamando nella definizione la corrente degli snowboarder che si portano la tavola sulla cima e poi scendono, un po' quello che fa l'"all mountain biker".
MTB da freeride
Sono MTB che puntano tutto sulla guidabilità e sulla robustezza. In genere i telai sono full suspended con escursioni di forcella e sospensione molto ampie (oltre i 170 mm) e con freni a disco di dimensioni maggiorate (anche sopra i 200 mm).
Il termine MTB da freeride è molto generico. Esistono mtb da freeride, freeride leggero, freeride pesante, freeride estremo, che differiscono tra loro per la robustezza, capacità di andare in salita, peso (da 14 a oltre 25 kg per i modelli da freeride estremo)
Il mountain bike freeride spesso prevede la risalita con mezzi motorizzati o con impianti di risalita. Nel caso si pedali per arrivare all'inizio del trail si parla di freeride pedalato.
C'è da fare una distinzione fra il freerider, che può essere uno che pratica l'enduro, l'all mountain o il freeride con mezzi di risalita, e il freeride come categoria di bici.
MTB da downhill (DH)
Tipo di mountain bike utilizzata nelle competizioni di Downhill, gare ciclistiche svolte esclusivamente su tracciati in discesa. Al contrario di quanto si pensa, anche in queste biciclette si tende a ridurre il peso montando componenti più leggeri rispetto a quelli da freeride, per incrementare le prestazioni in gara.
I pesi oscillano dai 16 ai 25kg. Queste biciclette sono molto resistenti perché devono resistere alle fortissime sollecitazioni dei salti e degli oggetti che si possono trovare durante il tracciato. è consigliabile prima di cimentarsi in questo sport di imparare prima a utilizzare la bici in discese facili a man mano aumetare di difficolta dato che questo sport ha bisogno di molta tecnica e allo stesso tempo un buona preparazione atletica
Altri tipi di MTBI modelli di MTB sono sempre più vari ed esistono oggi bici da "street", una sorta di incrocio tra BMX e mountain bike, bici robustissime e molto piccole, spesso senza cambio, pensate per evoluzioni emozionanti nell'ambiente urbano, e da "dirt jump", che vengono usate per fare salti su gobbe di terra. Le bici da 4X (four-cross) sono adatte per essere usate su tracciati pieni di salti e curve paraboliche come una pista da motocross. Sebbene relegato ad una ristretta nicchia di appassionati, negli ultimi anni si sta diffondendo il fenomeno delle "single-speed"; infatti è in lieve aumento il numero di produttori che propongono in catalogo almeno un modello di questo tipo. In pratica si tratta di una MTB come le altre ma senza alcun tipo di sistema di cambio di velocità; il rapporto della pedalata è sempre lo stesso.
CompetizioniBreve storia delle origini delle competizioni MTB L'Unione Ciclistica Internazionale ha riconosciuto laMountain bike come sport ufficiale relativamente tardi. Il primo Campionato del mondo risale al 1990 con Ned Overend (XC uomini), Greg Herbold (DH uomini), Juli Furtado (XC donne) e Cindy Devine (DH donne) mattatori assoluti in quel di Durango in Colorado. La prima Coppa del Mondo di MTB si tenne nel 1991, con un circuito di nove gare. Il grande John Tomac trionfò tra gli uomini mentre Sara Ballantyne si impose tra le donne. Fino al 1993 il circuito della Coppa del Mondo prevedeva solamente gare di Cross Country. Dal 1993 iniziò anche la Coppa del Mondo di Downhill. Nel 1998 si aggiunge anche il Dual Slalom specialità in cui gli atleti affrontano uno slalom parallelo lungo un pendio. Dal 2002 il Dual Slalom è stato sostituito dal Four Cross, specialità affine al boarder cross dello snowboard in cui 4 atleti si affrontano su un percorso caratterizzato da salti e svolte mozafiato. Dal 2004 esiste anche il Mondiale Marathon e dal 2005 la Marathon World Series, sorta di Coppa del Mondo di Marathon. Nel 1996, la gara di Mountain bike (Cross Country) è stata aggiunta agli eventi delle Olimpiadi. Tipi di competizioniFra le numerose specialità si segnalano per importanza:
 | Cross country - (XC) Corsa su terreni sterrati su circuiti ripetuti più volte della lunghezza di 8 - 10 Km. Nei primi anni i corridori dovevano essere completamente autosufficienti in caso di problemi in corsa (forature, rotture meccaniche), non essendo ammesso alcun tipo di assistenza; dal 2004 è invece ammessa assistenza parziale (è possibile farsi passare ruote di ricambio, non l'intera bici, che l'atleta dovrà poi montare senza l'aiuto di altre persone) in apposite aree (box) lungo il tracciato. |
 | Gran Fondo - (GF) Si tratta di una corsa tra due differenti punti (tipicamente però partenza ed arrivo coincidono) con lunghezze superiori ai 30 Km, quasi interamente su terreni sterrati più o meno ripidi. |
 | Marathon - Con questo termine si identificano le gare di Gran Fondo il cui chilometraggio supera il 60 Km. Dal 2003, la U.C.I. (Unione Ciclistica Internazionale) ha istituito un campionato mondiale per questa categoria. |
 | 24 Ore - Sono gare di durata che si svolgono nell'arco temporale di 24 Ore. Il percorso è sempre un circuito, caratterizzato da sentieri quasi interamente sterrati (più o meno ripidi), e la gara si svolge a squadre. Le squadre sono composte o da un solo atleta oppure in numero variabile da sei a dodici, chiaramente suddivisi in categorie differenti. Il vincitore della gara corrisponde alla squadra che nell'arco di 24 ore ha percorso il maggior numero di giri del circuito. |
 | Downhill - (DH) Corsa a tempo su discese su sentieri o percorsi fuoristrada. Questi eventi vengono normalmente fatti in montagna dove si selezionano tracciati in mezzo ai pendii boschivi opportunamente adattati, costruendo rampe in legno o terra dove si spiccano salti lunghi diversi metri. |
 | Dual Slalom (DS) & Four Cross (4x) - Il Dual Slalom è uno slalom parallelo lungo un pendio con tanto di porte in stile parallelo con gli sci. Gli atleti si affrontano a coppie. Ultimamente al posto del DS nelle manifestazioni ufficiali si è sostituito il Four Cross, disciplina che porta il meccanismo dello Snowboard Cross sui pendii estivi. Quattro atleti si affrontano contemporaneamente su un percorso caratterizzato da salti e da curve in appoggio. |
 | Freeride & Slopestyle - assimilabili in un certo senso a discipline come la bmx o lo skateboard, gli eventi di freeride e slopestyle si svolgono su appositi percorsi che esaltano il funambolismo dei freerider, atleti che puntano non solo alla velocità come i downhiller ma anche allo stile. I percorsi sono caratterizzati da rampe che permettono i cosiddetti "big air", ovvero salti enormi che permettono durante la fase aerea di compiere evoluzioni particolari (tricks). Il punteggio viene attribuito in base a criteri come la fluidità, lo stile e la difficoltà dei trick. Importanti eventi sono organizzati da Red Bull e Adidas: la prima ha organizzato fino al 2004 la Red Bull Rampage, contest in cui gli atleti si sfidavano in drop (salti "a goccia") da uno scoglio di roccia a Kolob in Utah; recentemente sempre Red Bull ha organizzato le Red Bull District Ride che hanno portato il freeride in città come Norimberga; Adidas organizza diversi eventi tra cui l'Adidas Slopestyle che negli ultimi anni si è tenuta a Saalbach. |
 | Singlespeed |
Le regole per una pratica responsabile e sicuraLa International Mountain Biking Association americana ha elaborato alcune regole per praticare la MTB in sicurezza e senza arrecare distrubo o danno; sono semplici e forse un po' ovvie, ma è sempre utile tenerle a mente:
- Percorrere solo sentieri dove è permesso circolare in bicicletta
- Non lasciare tracce evidenti o rifiuti
- Moderare la velocità e guidare con prudenza nei tratti difficili
- Dare sempre la precedenza agli altri utenti specialmente ai pedoni e avvisare del proprio pasaggio
- Non infastidire gli animali
- Programmare le uscite senza avventurarsi in sentieri ignoti
Scale di difficoltàDI seguito sono presentate due scale di difficoltà per la MTB, una dedicata soprattutto al freeride e alla MTB "estrema", l'altra più adatta all'escursionismo, pur essendo simili.
Scala Singletrail (Austria/Germania)
 | S0: sentieri poco ripidi, svolte semplici, accessibili a chiunque |
 | S1: sentieri più impegnativi ma con fondo non sdrucciolevole e assenza di gradini |
 | S2: presenza di tratti sdrucciolevoli e di qualche gradino |
 | S3: terreno perlopiù sdrucciolevole, gradini più tosti ("a misura di corone"), svolte impegnative |
 | S4: terreno ripido e sdrucciolevole, svolte impegnative che richiedono tecniche trialistiche |
 | S5: solitamente non percorribile, solamente pochi possono affrontare questi tratti in sella |
Scala CAI - Club Alpino Italiano
 | TC: (turistico) percorso su strade sterrate dal fondo compatto e scorrevole, di tipo carrozzabile |
 | MC: (per cicloescursionisti di media capacità tecnica) percorso su sterrate con fondo poco sconnesso o poco irregolare (tratturi, carrarecce…) o su sentieri con fondo compatto e scorrevole |
 | BC: (per cicloescursionisti di buone capacità tecniche) percorso su sterrate molto sconnesse o su mulattiere e sentieri dal fondo piuttosto sconnesso ma abbastanza scorrevole oppure compatto ma irregolare, con qualche ostacolo naturale (per es. gradini di roccia o radici) |
 | OC: (per cicloescursionisti di ottime capacità tecniche) come sopra ma su sentieri dal fondo molto sconnesso e/o molto irregolare, con presenza significativa di ostacoli |
 | EC: (massimo livello per il cicloescursionista... estremo! ma possibilmente da evitare in gite sociali) percorso su sentieri molto irregolari, caratterizzati da gradoni e ostacoli in continua successione, che richiedono tecniche di tipo trialistico |
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Scelta della MTB È meglio diffidare delle offerte di negozi non specializzati che per pochi euro reclamizzano prodotti favolosi. Non è infatti il numero dei rapporti che qualifica una mountain bike ma tutto l'insieme dei componenti, a partire dal telaio che deve riunire molte qualità in apparenza contrastanti: resistenza, rigidità, precisione nella guida, peso contenuto. La misura della bicicletta è molto importante per affrontare con soddisfazione e sicurezza ogni itinerario: un telaio troppo piccolo è maneggevole ma non consente di sfruttare al meglio la propria potenza mentre al contrario uno troppo grande può mettere in difficoltà nei tratti più impegnativi. La "taglia" di una bicicletta è in realtà la lunghezza del tubo del telaio sul quale si innesta il sellino. Mentre è normale che questa lunghezza venga espressa in centimetri quando si parla di biciclette da strada, è invece curioso il fatto che se si parla di mountain bike questa stessa misura venga espressa in pollici; per calcolarla è sufficiente misurare in centimetri la distanza tra i piedi e il cavallo e moltiplicare per 0,21: il risultato sarà la "taglia" giusta della nostra mountain bike espressa in pollici. Spesso alla lunghezza in pollici corrisponde una vera e propria taglia (S, M, L e XL). Di seguito trovate i valori delle rispettive "taglie" in relazione all'altezza di una persona.
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Persone più basse di 1,70 m: taglia S (17 pollici o meno) |
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Persone tra 1,70 m e 1,80 m: taglia M (18-19 pollici) |
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Persone tra 1,80 m e 1,90 m: taglia L (20-21 pollici) |
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Persone più alte di 1,90 m: taglia XL (22-23 pollici) |
La giusta posizione , è calcolata tra il centro della guarnitura ed il centro del tubo orizzontale (centro/centro) ma anche dal centro della guarnitura alla fine del tubo verticale (centro/fine). La misura del telaio , la corretta altezza della sella si determina misurando a piedi nudi e con la schiena appoggiata contro una parete la distanza dall'inguine al pavimento, aggiungiamo ora lo spessore della suola delle scarpe. Esistono svariate formule per determinare la misura del telaio in funzione della distanza dell'inguine:
=> cavallo – 35 e/o 38 cm. = misura del telaio => cavallo X 0.56 = misura del telaio. La verifica del telaio, per verificare velocemente la misura del telaio; scavalcate il tubo orizzontale mettendovi a cavallo della mtb davanti alla sella, avrete uno spazio tra l'inguine ed il tubo orizzontale di circa 6/8 cm. quattro dita circa. Un altro modo di scegliere un telaio è di basarsi su una tabella, come quello sotto. Benché leggermente meno precisi, questa può darci un'indicazione preziosa di ciò di cui si ha bisogno.
| Altezza | Cavallo | Strada | MTB | MTB |
| 152 a 160 cm | 68 a 73 cm |
48 cm | 38 cm | 14 pollici |
| 161 a 162 cm | 74 cm |
48 cm | 38 cm | 14 po. |
| 163 a 164 cm | 75 cm |
50 cm | 41 cm | 16 po. |
| 165 a 166 cm | 76 cm |
52 cm | 41 cm | 16 po. |
| 167 a 168 cm | 77 cm |
52 cm | 41 cm | 16 po. |
| 169 a 170 cm | 79 cm |
53 cm | 44 cm | 18 po. |
| 171 a 174 cm | 81 cm |
53 cm | 44 cm | 18 po. |
| 175 a 178 cm | 82 cm |
54 cm | 46 cm | 18.5 po. |
| 179 a 180 cm | 84 cm |
54 cm | 50 cm | 20 po. |
| 181 a 182 cm | 86 cm |
56 cm | 50 cm | 20 po. |
| 183 a 186 cm | 88 cm |
56 cm | 52 cm | 21 po |
| 187 a 188 cm | 90 cm |
58 cm | 52 cm | 21 po. |
| 189 a 192 cm | 91 cm |
60 cm | 55 cm | 22 po. |
| 192 a 200 cm | 94 cm |
62 cm | 55 cm | 22 po. |
Parere : la presente tabella è data a titolo indicativo, alcune dimensioni possono variare dipendentemente dalla geometria specifica di un telaio e dalla morfologia di un individuo. La geometria e la progettazione dei telai d'oggi non ha nulla di "standard". Si deve sempre provare una nuova bicicletta prima di fare l'acquisto. E soprattutto, non comperate mai una bicicletta sulla quale voi non vi sentite comodi.
Per quanto riguarda l'aspetto relativo all'ammortizzazione della bicicletta occorre fare alcune considerazioni. Per trasferire con il maggior rendimento possibile la forza delle nostre gambe alle ruote posteriori occorre disporre di una mountain bike il più possibile rigida. Purtroppo però, con questa caratteristica, il biker riceverà interamente le sollecitazioni trasferite dal terreno alla bicicletta stessa. La scelta di far uso o meno di ammortizzatori (solo anteriori o full suspended cioè anteriore e posteriore) è dunque estremamente soggettiva e nasce dal peso che ognuno di noi attribuisce al rendimento della pedalata rispetto al comfort di guida, soprattutto in discesa. Un giusto compromesso viene raggiunto utilizzando biciclette con ammortizzatore anteriore. Altrettanto importante è la scelta del pneumatico. Purtroppo non è ancora stata inventata una copertura capace di comportarsi adeguatamente su ogni terreno: in commercio esiste quindi una vastissima gamma di concepiti per usi specifici. Dai pneumatici lisci o zigrinati a piccola sezione (adatti solo a percorsi asfaltati e a ottimi sterrati) a quelli a sezione ultra larga e con tassellatura estremamente rilevata (adatti a terreni molto accidentati ma non sull'asfalto a causa dell'alto attrito). All'atto della scelta del pneumatico occorre tenere presenti alcune considerazioni: l'ammortizzazione aumenta con la sezione, la tassellatura e la morbidezza della mescola e della carcassa;
la tenuta in curva aumenta con sezione e tassellatura del pneumatico;
la scorrevolezza aumenta quanto più è liscio il pneumatico, la sua sezione ridotta, la mescola dura e la pressione di gonfiaggio elevata.
Volendo migliorare l'ammortizzazione delle coperture si può ridurre la pressione di gonfiaggio, soprattutto prima di affrontare la discesa, aumentando però il rischio di foratura. Buona cosa è differenziare i pneumatici, privilegiando la trazione per la copertura posteriore e la tenuta di strada e la guidabilità per la copertura anteriore. Da non trascurare in una bicicletta è la sella che deve essere robusta e comoda pur non essendo eccessivamente morbida. Per quanto riguarda i pedali si consiglia di utilizzare un sistema di puntapiedi (a gabbia oppure i sofisticati automatici), in modo da stabilizzare la posizione dei piedi anche sui percorsi più accidentati: sono molto utili in alcune discese tecniche ed anche nelle salite aiutano la gamba che "spinge" sui pedali "tirando" con l'altra.Le scarpe devono avere la suola il più possibile rigida, capace cioè di non deformarsi disperdendo energia preziosa che diminuirebbe il rendimento della pedalata. Nel caso si volessero percorrere itinerari dove è necessario camminare con la bicicletta per lunghi tratti, si consiglia di utilizzare scarpe più comode e morbide accettando però una certa dissipazione di energia in salita. In questi casi è opportuno dotare la mountain bike di morbidi spallacci, tali da rendere meno scomodo il trasporto a spalla. Un altro utile accessorio sono le appendici da applicare alle estremità del manubrio, chiamate bar ends o più comunemente "corna di bue", utilizzate per migliorare la presa sul manubrio sulle salite più ripide. Ben più importante è il ciclocomputer che rappresenta non solo mezzo per aggiornare il diario relativo alle uscite o agli allenamenti ma anche uno strumento quasi indispensabile per l'orientamento durante le escursioni in zone poco conosciute. In commercio ne esistono svariati modelli: quello prescelto dovrà essere robusto, impermeabile, con tasti facilmente accessibili e display ben leggibile.
Altezza della sella
La giusta altezza della sella , l'altezza della sella è la regolazione più importante, posizionate la pedivella della guarnitura in linea con il tubo verticale. Posate il vostro tallone sul pedale e passate a regolare l'altezza della sella facendo in modo che la vostra gamba rimanga distesa (non tesa). È consigliabile per i principianti posizionare la sella un paio di centimetri più bassa, da alzare progressivamente con l'aumentare dell'esperienza. Esiste anche qui una formula per calcolare l'altezza della sella: - cavallo X 0.875 = altezza sella. La sella troppo alta porta ad una continua oscillazione del bacino ed a possibili dolori nella parete posteriore dell’articolazione del ginocchio e alla schiena. La sella troppo bassa fa lavorare troppo e male la parte anteriore della coscia provocando dolori.
Inclinazione della sella. Un ultimo aspetto da non trascurare è l’inclinazione della sella. La sella non dovrà mai essere posizionata con la punta verso l’alto (il posizionamento della punta verso l’alto creerà inevitabilmente una pressione alla zona perineale causa di possibili dolori o formicolii).La sella per essere correttamente livellata deve essere regolata con l'aiuto di una “bolla d'aria”.
Arretramento/avanzamento della sella Il corretto posizionamento rispetto al movimento centrale, quindi ai pedali, è estremamente importante per la migliore trasmissione della forza motrice e per consentire ai muscoli di lavorare in modo corretto. Utilizzando pedali ad aggancio automatico (assolutamente consigliati) questa operazione va effettuata dopo aver correttamente posizionato gli attacchi del pedale (tacchette) alla suola delle scarpe (vedere paragrafo "pedali, aggancio pedale"). L’esatto posizionamento avanti/dietro della sella si ottiene quando, con la pedivella della guarnitura orizzontale, la posizione dell’articolazione del ginocchio è allineata con il perno del pedale (in asse, cioè sulla verticale con il perno del pedale). Per ottenere questo allineamento procedete in questo modo:
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Trovate la posizione più comoda e naturale sulla sella |
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Posizionate la pedivella della guarnitura ed il piede orizzontali |
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Fate scendere un filo a piombo dalla prominenza ossea che si trova dietro alla rotula e verificate che sia allineato con l’asse del pedale (il filo a piombo deve cioè scendere sull’asse del pedale) |
Spostare la sella avanti/dietro fino ad ottenere questo allineamento.
Fatto questo si dovrebbe verificare la posizione rispetto al manubrio.L'altezza dell'attacco manubrio , la sua corretta posizione deve risultare più bassa della sella. La giusta regolazione è una questione di compromessi. Alcuni corridori tendono ad avere l'attacco più basso di 10 cm., una giusta media e tra 2 e 5 cm. lo scarto permette di trovare la posizione più performante senza sacrificare il confort.
Pedali, posizionamento aggancio pedale e scarpe. E’ fuori discussione che sarà necessario dotarsi di pedali ad aggancio rapido. Solo questi possono garantire la pedalata ottimale consentendo la migliore trasmissione della forza al pedale quindi alla ruota. Parlando di pedali ad aggancio rapido è necessario parlare di posizionamento del sistema di aggancio. Il posizionamento del sistema di aggancio della scarpa al pedale (tacchette) sulla suola della scarpa è di fondamentale importanza. E’ un aspetto da non trascurare perché determina l’ottimale trasmissione della forza sul pedale e la corretta posizione del piede (alle volte una non corretta posizione del piede può portare anche dolori articolari). La trasmissione della potenza muscolare è ottimale quando l’articolazione tra metatarso e alluce è posizionata sull’asse del pedale. Per garantire questo corretto allineamento è necessario individuare l’articolazione che sta in corrispondenza dell’osso sporgente del metatarso, riportarne la posizione all’esterno della scarpa e, agganciato il pedale, verificare che passi per il suo asse. Sembra complesso ma non lo è, per essere certi di non sbagliare è possibile seguire questa procedura: 1) Individuate l’articolazione in corrispondenza dell’osso sporgente nel lato interno del piede 2) Con del nastro adesivo fate aderire una sferetta (di un cuscinetto) nel punto individuato. 3) Calzate la scarpa e segnate esattamente il punto (è facile sentire dove preme la sferetta) sulla tomaia della scarpa 3) Agganciate la scarpa al pedale e posizionate la tacchetta (che si sposta avanti indietro sulla suola di un paio di centimetri) fino a che il riferimento fatto sulla scarpa è allineato con l’asse del pedale Serrate le viti di fissaggio delle tacchete e ripete la procedura anche per l’altra scarpa. E’ opportuno effettuare queste semplici operazioni prima di iniziare ad usare la bici al fine di garantire il corretto posizionamento del piede. E’ bene tenere costantemente pulito (anche ad ogni uscita, se necessario) l’attacco del pedale. Dopo la pulizia andrà sempre lubrificato. E’ sufficiente stendere un leggero velo di olio o grasso sulla superficie di contatto fra la tacchetta e l’aggancio del pedale.
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